PER INFORMAZIONI SUI LIBRI

larazavatteri@gmail.com
348/7702561
Mezzana, val di Sole, Trento
via 4 novembre 21

lunedì 2 maggio 2022

LE DEDICHE DE A PIEDI NUDI NEI TINI


 Oltre che per mio papà, il libro ha diverse altre dediche. Sul racconto di Cavizzana le dediche sono per gli abitanti che emigrarono, per Bruno Rizzi, che emigrò anche lui in Alta Savoia e per la signora Marie, signora francese che visse  a Cavizzana con una persona che era appunto emigrata, che si è poi spenta alla casa di riposo. 

Alla fine del libro le dediche sono per Bruno Ravelli di Mezzana, che ha combattuto molte battaglie di salute ed è scomparso nel 2020, Cesira Martinelli del "Borghetto", Ada e Serafina Ravelli sorelle della famiglia dei "Giumei" a Mezzana, Ettore Bezzi, che se n'è andato dopo un lungo calvario, Anselmo Vecchi, che era cugino di mio papà, Patrizio Albasini, che è scomparso da molti anni. Era amico di mio papà, è morto in un incidente e mio papà non l'ha mai dimenticato, così ho inserito anche lui. I fratelli Domenica e Roberto Redolfi di Mezzana, protagonisti del racconto "Una casa alta e stretta" e Moreno Agostini, ragazzo di Vermiglio, presente nel libro con la sua incredibile storia d'amicizia con la cagnetta Skip. 


Se desiderate il libro, ho copie disponibili, posso spedirvelo ovunque. 

giovedì 21 aprile 2022

ESTRATTO DAL LIBRO AROMA DI CAFFE' E PROFUMO DI FIENO- IL PANIFICIO BARBETTI

 




Per voi uno dei racconti del mio libro "Aroma di caffè e profumo di fieno. Piccola storia di una casa nel Borghetto", il panificio Barbetti a Mezzana. 


Il panificio Barbetti


Quando di buon'ora con mia nonna ci svegliavamo, d'estate, e c'incamminavamo verso il bosco alla ricerca di funghi, appena fuori casa, tutte le volte, mi veniva incontro per un attimo, un attimo solo ma sufficiente a dirmi che iniziava un nuovo giorno, il profumo del pane. Era il pane del panificio Barbetti del Borghetto e quell'aroma l'ho sempre associato alle mattine in cui con la nonna camminavamo alla ricerca di funghi.

Il padre della nonna, Giovanni Ravelli, era panettiere, anche se non viveva nel Borghetto. Aveva iniziato poco lontano dai “Giumei” e anche per questo motivo la famiglia della nonna, anche se certo non poteva definirsi benestante, se la passava meglio di altri, proprio perché il pane a casa del panettiere non manca mai.

Solo in seguito Giovanni con Davide Barbetti si mise a fare il pane proprio nel Borghetto, nella casa dove ancora oggi abita la famiglia Barbetti.

Nacque con quella generazione il panificio che lavora ancora oggi, nello stesso identico luogo anche se ovviamente i tempi sono cambiati e rispetto ad allora ci si può avvalere di macchinari che Davide e Giovanni si potevano solamente sognare. Intatta è rimasta invece l'arte misteriosa e quasi magica di fare il pane e quello stesso aroma che ogni volta, anche quando non sono a Mezzana, mi fa venire in mente il panificio e le estati con la nonna.

Giovanni e Davide sfornavano ovviamente il pane comune ma anche pane più speciale, ad esempio i “Traieri” ovvero quattro lunghi pezzi di pane uno attaccato all'altro, o i “Vechi” anche questo un pane dalla forma allungata.

Una volta, ma certo non sarà stata l'unica, i due panettieri per scherzo provarono a fare proprio un “Vec” gigante, una scommessa vinta perché il risultato fu un pane più alto di loro.

Per le occasioni speciali, inoltre, si preparavano i “Bracedei”, questo una sorta di focaccia dolce che veniva preparata per esempio per celebrare i matrimoni. I Bracedei venivano distribuiti ad ogni famiglia da parte degli sposi e sostituivano, allora, il ruolo che molti anni dopo avrebbero avuto i confetti.

I Bracedei potevano essere confezionati anche per altre occasioni, ad esempio Giovanni li sfornò quando nacque mia mamma, sua prima nipote e insomma queste focacce dolci erano un po' un lusso che ci si concedeva quando si voleva fare festa.

Giovanni, che come hobby aveva quello del fotografo, conservò anche un'immagine del “Vec” gigante con Davide e il fratello di mia nonna, Romedio, allora solo un bambino.

I due panettieri lavorarono a lungo al panificio, fino a quando l'età li convinse a cedere ai rispettivi figli l'attività: Davide al figlio Camillo, Giovanni proprio a Romedio.

L'attività proseguì fino a quando Camillo a sua volta passò il testimone ai figli Bruno e Alfredo che per lungo tempo continuarono la tradizione.

Oggi il panificio che si chiama “Panificio Mezzana”, continua a sfornare pane grazie anche ad alcuni componenti della stessa famiglia, con laboratorio nello stesso posto dove lavorarono le generazioni che li precedettero. Una lunga storia dell' “arte bianca” che continua fino a noi, una tradizione che ha saputo innovarsi pur senza perdere la semplicità degli inizi e se, per caso, vi capita di passare di buon'ora al Borghetto, sentirete ancora quell'aroma di pane caldo che si spande nell'aria, come è stato per lunghi, lunghi anni.



Nota. Mentre sto scrivendo questo libro sul Borghetto, è scomparso Gino Barbetti, il cui padre Davide portò avanti il panificio con il mio bisnonno. Dedico perciò a lui questo capitolo.












mercoledì 20 aprile 2022

QUALCHE RIGA DA...A PIEDI NUDI NEI TINI

 Ecco per voi qualche riga dal mio libro "A piedi nudi nei tini e altri racconti della Valpantena e della Val di Sole". Qui in particolare il racconto dal titolo "Navigli" parla di quando mia mamma lasciava d'estate il paese di Mezzana per arrivare dagli zii a Milano e della nostalgia provata per il paese. 



A lei mancava molto in quei mesi in cui era lontana. Mancava anche se non c'erano i pomodori né le banane, anche se non si organizzavano mercati, anche se non c'erano i monumenti che invece si vedevano a Milano. Il paese le mancava anche se non aveva il Naviglio. Le sarebbe mancato anche se fosse stato il paese più povero o il più derelitto del mondo. Mancavano le vie, le piazze, la chiesa dei santi Pietro e Paolo, le rogge che correvano per le strade, le mucche portate alla malga che sarebbero tornate a valle solo a settembre, la sua gente, casa sua, e i profumi, gli odori, i sapori che conosceva da sempre. Suo padre e sua madre. Ogni filo d'erba le era familiare. Su ogni pietra del borgo aveva posato i piedi. Era il paese. Il suo paese. La sua casa. Lì stava il suo cuore, sempre.


Continua sul libro....



Dove trovarlo? Copie subito disponibili richiedendomele su Fb o larazavatteri@gmail.com o in via 4 novembre 21 a Mezzana in val di Sole (Tn). Ordinandolo in libreria con nome autore, titolo e editore (Youcanprint) o online su Ibs, Mondadori Store e siti di vendita libri. 

giovedì 14 aprile 2022

AUGURI!


 Buona Pasqua a tutti voi! 

GRAZIE A TUTTI VOI


 

A chi mi ha sempre seguito, a chi mi segue da poco. A chi ha tutti i miei libri o solo qualcuno, a chi pensa (spero!) di prenderne qualcuno, a chi li ha presi richiedendoli a me, in libreria, online, a chi si è iscritto al gruppo, a chi  mi ha lasciato o detto a voce un commento. A tutti voi lettori, grazie, ma davvero grazie, di tutto cuore!

Lara Zavatteri 



via 4 novembre 21

Mezzana val di Sole (Tn)

larazavatteri@gmail.com o su Fb

UN LIBRO PER TE PAPA'


 

Non avrei mai pensato di scrivere questo libro. 
Ma, mentre volevo scrivere qualcosa su di lui il primo racconto mi è "fiorito" tra le mani. Il primo racconto dà il titolo al libro "A piedi nudi nei tini" e racconta quando da ragazzo mio papà (da ragazzo in copertina) pigiava l'uva nei tini per fare il vino. Poi racconto la sua storia in Valpantena (Verona) e in val di Sole. Ci sono racconti dell'una e dell'altra zona. 

Come avevo fatto per Cuor di Corteccia ricordando un mio amico, tra le dediche c'è un amico di mio papà, Patrizio Albasini, un amico che mio papà non aveva mai dimenticato, scomparso in un incidente. 

Ci sono libri del prima e libri del dopo. Questo e El ghe dis el bis al tas sono libri del dopo, che ho pubblicato quando mio papà non c'era più. Non ce l'ho fatta a fare niente, se non scrivere sui social o articoli. Non ce l'ho fatta a fare presentazioni e non so quando ce la farò. Sono riuscita solo a scrivere, come sto facendo anche ora per un nuovo progetto. 

Tante cose non riesco più a fare perché penso che l'ultima volta lui c'era ancora. Non ce la faccio ad organizzare una presentazione pubblica perché all'ultima lui c'era. Intanto scrivo e in generale e anche per questo libro devo ringraziare  tantissimi lettori che mi hanno richiesto il libro. Grazie di cuore. 

IL DIALETTO DE EL GHE DIS EL BIS AL TAS

 

Stavo portando avanti questo progetto, con filastrocche, termini e detti dialettali della val di Sole e di Mezzana (spiegati in italiano) quando nel luglio 2020 improvvisamente è scomparso mio papà. 

Per questo il libro è dedicato a lui, con una sua immagine. Questo è stato l'ultimo mio libro che ha letto quando era ancora solo pagine di computer, correggendo qualche errore, lui che era veronese ma il dialetto lo parlava come uno del posto. 

Un libro per non dimenticare il dialetto delle nostre zone.