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giovedì 3 novembre 2022

ALCUNI VOSTRI COMMENTI AI LIBRI...GRAZIE!!! E QUASI 80 MILA VISUALIZZAZIONI AL BLOG!

 




Ciao a tutti. Ecco alcuni commenti dei miei lettori (in questo caso lettrici) su alcuni dei miei libri. Grazie di cuore a tutte!! E grazie a tutti coloro che hanno visitato il blog, siamo a quasi 80 mila visualizzazioni!  ;) Ecco i commenti:


Ciao Lara, con piacere ho letto il tuo libro "Un momentino con le nuvole" . Come sempre i tuoi libri sono piacevoli da leggere, in questo caso, oltre a regalare emozioni, mi hai anche raccontato notizie sulle nuvole che non sapevo. Appena riesco farò qualche foto alle nuvole, oggi non c'era molto da fotografare!!! (Giovanna Dalla Valle)


Bellissimo libro e rilassante! Bravissima Lara! (Mara Dell’Eva, per il libro Un momentino con le nuvole)


Ho passato volentieri "un momentino" ha leggere il tuo libro. Interessante perché parla di "leggerezza" della quale ne abbiamo tanto bisogno! Complimenti quindi e buon proseguimento!!!! (Danila Pedrotti per il libro Un momentino con le nuvole)


Letto bello !tutta gente e tradizioni che ho vissuto brava Lara (Fernanda Redolfi per il libro Aroma di caffè e profumo di fieno. Piccola storia di una casa nel Borghetto)


È un libro che come lo inizi lo vuoi leggere tutto d'un fiato. Piacevolmente ti porta a volare tra le nuvole nelle meraviglie dell'infanzia, nel cielo dove tutto è scoperta, puro e fantastico gioco della Natura. Si percepisce la freschezza del racconto. Consigliato in questo buio periodo che stiamo vivendo. (Nicoletta Gius per Un momentino con le nuvole)


Bellissimo... Un libro che regala splendide emozioni...un viaggio nel tempo. (Luciana Pedergnana per il libro A piedi nudi nei tini e altri racconti della Valpantena e della Val di Sole).






Immagine: lefrasi.it


mercoledì 22 aprile 2020

ESTRATTO PER RIDERE DAL LIBRO "L'INTIMO NON SI CAMBIA (E NEMMENO SI PROVA)

Ciao a tutti. Per voi ecco un estratto del mio libro "L'intimo non si cambia (e nemmeno si prova.) per ridere. Buona lettura!

ANCHE FRANCESCO GIUSEPPE…

Chi fino a qualche anno fa utilizzava il tram per arrivare o tornare da Trento, quest'uomo, o questa specie d'uomo l'ha visto e soprattutto sentito per certo.
Era un uomo credo della val di Non, grassoccio, con capelli unti e in generale abiti e tutto che parevano usciti da un bidone di olio.
A parte questi dettagli estetici costui possedeva due occhi da matto difficili da osservare e da dimenticare...forse adesso vi siete ricordati? No perché era questo il dettaglio più inquietante. Soleva salire a Trento o Cles e poi barricarsi nel bagno fino a quando doveva scendere, onde non pagare il biglietto credo, ma sinceramente matto da legare com'era non so se qualche bigliettaio avrebbe avuto il coraggio di domandargli alcunché, forse l'unica era tirargli addosso un barilotto di acqua santa.
Si nascondeva, per modo di dire vista la stazza, dentro un impermeabile-già questo visti film e telefilm di gente nuda con solo impermeabili faceva pensare- e un sacco di giornali, specie quando si barricava nel bagno, quasi a voler far credere che era dentro per leggere, d'altra parte tanti leggono al bagno, tanti ci stanno del tempo e bisogna chiamarli perché vengano fuori, che abbia fatto tale ragionamento il pazzoide della Trento Malé?
Pareva Satana. Ora, Satana non l'ho mai visto, ma se dovessi descriverlo penserei a quell'individuo, giuro, pareva Satana. Per poco tempo taceva-s'intende, quando non era nel bagno- dopo attaccava per tutto il viaggio a buttar fuori risate sopra risate, anche se non c'era nulla da ridere, tanto per spaventare i poveri passeggeri. Rideva in un modo che ti veniva la tentazione di cercare un esorcista da qualche parte-a parte che certi esorcisti visti sui giornali fan più paura dei demoni che devono scacciare-rideva talmente forte, sguaiatamente e per così tanto tempo che veniva la tentazione di chiudersi gli altri nel bagno, visto che non c'era lui.
Una volta azzardò a sedersi vicino a una ragazza e quando questa girandosi gli urlò: “Vai via, maniaco” questo invece di offendersi, di restare allibito o domandare scusa (ma figurarsi!!) indovinate che fece. Sì, proprio quello.
Attaccò a ridere. Rideva con denti gialli e occhi fuori dalle orbite, pareva avesse un attacco dal tanto ridere. Se è riuscita ad alzarsi, credo se ne sia andata la ragazza, ma non era facile liberarsi dal terrore del pazzoide barra satanasso barra demonio della Trento Malé.
Un'altra volta-siccome a volte parlava anche, incredibilmente con frasi che avevano un senso o almeno per lui-urlò fuori codesta frase: “Anche Francesco Giuseppe riconobbe l'importanza della Vacca Nonesa quando risalì l'Anaunia!”.
Nessuno, ovviamente, aveva intavolato un discorso su Cecco Beppe e per chi non lo sapesse la “Vacca Nonesa” (scritto anche Vaca) era il tram come veniva chiamato una volta. Quella fu da ridere, anche se pareva Satana. Che poi, mi domando, chi gli avrà riferito cosa pensava Francesco Giuseppe? Che fosse stato un Highlander, vissuto per centinaia d'anni, infatti a pensarci bene mi pare indossino impermeabili, che avesse scovato un discorso di Cecco Beppe, ma dove? Da chi, perché? E poi questo maniaco barra demone che ne sapeva di Francesco Giuseppe? E poi quando venne, per l'appunto quand'è che venne in Anaunia (Val di Non)? Bah. Comunque quella frase è rimasta mitica. Dopo It di Stephen King, ovvero il pagliaccio che mangia i bambini credo sia stato l'essere più brutto, sporco ed inquietante in circolazione, soprattutto se non solo per la sua risata.
Mi pare sia passato a miglior vita da anni, in ogni caso se frequentate la Trento Malé oggi Trento Mezzana troverete di sicuro qualche pazzoide in circolazione, non preoccupatevi, magari anche più d'uno, ma uno con quella risata, ve lo garantisco, non lo sentirete mai.
Sarà stato un Cuor contento, direte voi povere anime che non l'avete sentito. No no, quello rideva come ridono quelli a cui non frega niente di niente, magari scappati da qualche casa di cura-forse li lasciano andare di proposito?-che son contenti di spaventare il prossimo e solo ogni tanto fanno ridere, tirando fuori, chissà da dove frasi vere o presunte su Cecco Beppe.