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mercoledì 24 gennaio 2024

OGGI VI PARLO DI...LIBRI PER RIDERE (AGATA)

 


"Agata. Come un funerale ti salva la vita"
è un libro divertente che vede come protagonista proprio una donnina, Agata. 

Per anni ha deciso di vivere in eremitaggio, lontana dal mondo, ma da un certo punto un fatto inatteso la costringe a cambiare vita. E' costretta dagli eventi a trovare un modo per tornare in società, ma come fare? Così, pensa di intrufolarsi ai funerali, visto che, secondo la sua logica, ai funerali si può arrivare quando si vuole, sgattaiolare via quando si vuole e spesso si può parlare di tutto fuorché del morto. Così, Agata inizia a mettere in atto il suo piano, che lascia ovviamente sbigottita la gente, che non la vedeva da anni. Si veste e si prepara per ogni funerale, conoscendo anche alcuni amici che ai funerali la accompagnano. 

Oltretutto, si tratta di funerali di gente stramba, come un uomo vanesio cui era cresciuto un bitorzolo sul naso, un fotografo cieco, due gemelli siamesi e via dicendo.

Riuscirà Agata nel suo intento, inserirsi nuovamente in società e riuscire a rimanere a casa sua (all'inizio si scopre cosa accade)?

Per ridere e sorridere.

Copie disponibili richiedendomele su Facebook o larazavatteri@gmail.com o lo trovate online sui principali siti di vendita libri (Ibs, La Feltrinelli, Mondadori Store, Amazon ecc...). 

mercoledì 22 aprile 2020

ESTRATTO PER RIDERE DAL LIBRO "L'INTIMO NON SI CAMBIA (E NEMMENO SI PROVA)

Ciao a tutti. Per voi ecco un estratto del mio libro "L'intimo non si cambia (e nemmeno si prova.) per ridere. Buona lettura!

ANCHE FRANCESCO GIUSEPPE…

Chi fino a qualche anno fa utilizzava il tram per arrivare o tornare da Trento, quest'uomo, o questa specie d'uomo l'ha visto e soprattutto sentito per certo.
Era un uomo credo della val di Non, grassoccio, con capelli unti e in generale abiti e tutto che parevano usciti da un bidone di olio.
A parte questi dettagli estetici costui possedeva due occhi da matto difficili da osservare e da dimenticare...forse adesso vi siete ricordati? No perché era questo il dettaglio più inquietante. Soleva salire a Trento o Cles e poi barricarsi nel bagno fino a quando doveva scendere, onde non pagare il biglietto credo, ma sinceramente matto da legare com'era non so se qualche bigliettaio avrebbe avuto il coraggio di domandargli alcunché, forse l'unica era tirargli addosso un barilotto di acqua santa.
Si nascondeva, per modo di dire vista la stazza, dentro un impermeabile-già questo visti film e telefilm di gente nuda con solo impermeabili faceva pensare- e un sacco di giornali, specie quando si barricava nel bagno, quasi a voler far credere che era dentro per leggere, d'altra parte tanti leggono al bagno, tanti ci stanno del tempo e bisogna chiamarli perché vengano fuori, che abbia fatto tale ragionamento il pazzoide della Trento Malé?
Pareva Satana. Ora, Satana non l'ho mai visto, ma se dovessi descriverlo penserei a quell'individuo, giuro, pareva Satana. Per poco tempo taceva-s'intende, quando non era nel bagno- dopo attaccava per tutto il viaggio a buttar fuori risate sopra risate, anche se non c'era nulla da ridere, tanto per spaventare i poveri passeggeri. Rideva in un modo che ti veniva la tentazione di cercare un esorcista da qualche parte-a parte che certi esorcisti visti sui giornali fan più paura dei demoni che devono scacciare-rideva talmente forte, sguaiatamente e per così tanto tempo che veniva la tentazione di chiudersi gli altri nel bagno, visto che non c'era lui.
Una volta azzardò a sedersi vicino a una ragazza e quando questa girandosi gli urlò: “Vai via, maniaco” questo invece di offendersi, di restare allibito o domandare scusa (ma figurarsi!!) indovinate che fece. Sì, proprio quello.
Attaccò a ridere. Rideva con denti gialli e occhi fuori dalle orbite, pareva avesse un attacco dal tanto ridere. Se è riuscita ad alzarsi, credo se ne sia andata la ragazza, ma non era facile liberarsi dal terrore del pazzoide barra satanasso barra demonio della Trento Malé.
Un'altra volta-siccome a volte parlava anche, incredibilmente con frasi che avevano un senso o almeno per lui-urlò fuori codesta frase: “Anche Francesco Giuseppe riconobbe l'importanza della Vacca Nonesa quando risalì l'Anaunia!”.
Nessuno, ovviamente, aveva intavolato un discorso su Cecco Beppe e per chi non lo sapesse la “Vacca Nonesa” (scritto anche Vaca) era il tram come veniva chiamato una volta. Quella fu da ridere, anche se pareva Satana. Che poi, mi domando, chi gli avrà riferito cosa pensava Francesco Giuseppe? Che fosse stato un Highlander, vissuto per centinaia d'anni, infatti a pensarci bene mi pare indossino impermeabili, che avesse scovato un discorso di Cecco Beppe, ma dove? Da chi, perché? E poi questo maniaco barra demone che ne sapeva di Francesco Giuseppe? E poi quando venne, per l'appunto quand'è che venne in Anaunia (Val di Non)? Bah. Comunque quella frase è rimasta mitica. Dopo It di Stephen King, ovvero il pagliaccio che mangia i bambini credo sia stato l'essere più brutto, sporco ed inquietante in circolazione, soprattutto se non solo per la sua risata.
Mi pare sia passato a miglior vita da anni, in ogni caso se frequentate la Trento Malé oggi Trento Mezzana troverete di sicuro qualche pazzoide in circolazione, non preoccupatevi, magari anche più d'uno, ma uno con quella risata, ve lo garantisco, non lo sentirete mai.
Sarà stato un Cuor contento, direte voi povere anime che non l'avete sentito. No no, quello rideva come ridono quelli a cui non frega niente di niente, magari scappati da qualche casa di cura-forse li lasciano andare di proposito?-che son contenti di spaventare il prossimo e solo ogni tanto fanno ridere, tirando fuori, chissà da dove frasi vere o presunte su Cecco Beppe.



mercoledì 4 dicembre 2019

DI COSA PARLA L'INTIMO NON SI CAMBIA, IL MIO NUOVO LIBRO






In un mondo sempre più triste, caotico, pieno di angosce e paure, a volte si fa fatica perfino non a ridere ma a sorridere. Ci pare inutile, perchè tanto o va tutto storto o abbiamo sempre mille pensieri.
Invece inutile non è, basta che pensiate a quanto vi ha fatto bene una sana risata (magari vi è "scappata").
L'intimo non si cambia (e nemmeno di prova) è il mio ultimo libro, già disponibile online (io avrò le copie credo per metà dicembre) articolato in capitoli, ognuno con una tematica. 
Tutti i capitoli hanno un filo conduttore, ovvero la voglia di farvi sorridere e ridere attraverso situazioni che ci capitano spesso o in cui siamo incappati, come, per farvi qualche esempio, i rompiscatole che troviamo alle visite guidate, o le offerte di qualsiasi cosa che vi raggiungono via telefono, le mail assurde e ridicole che cancelliamo dal pc, gli urlatori nei telefoni, quelli che alle riunioni, conferenze, incontri hanno sempre le domande finali, proprio quando tutti vorrebbero filarsela, la tv diventata il tempio di ricette e intingoli, provate a pensare a quante trasmissioni esistono sul tema, la macchina che, purtroppo, per le ragazze che iniziano a fare la patente è una perfetta sconosciuta. Perchè?
Perchè se sei una ragazza e non un ragazzo, nessuno t'insegna fin dalla più tenera età cosa sono frizione, cambio e via discorrendo, anzi ti regalano il Dolceforno, la mini lavatrice e la mini asprirapolvere (così da iniziarti fin da subito alle mansioni domestiche) così si vaga in prima per chilometri, mentre tutti dietro fanno versi osceni e il cofano potrebbe esplodere da un momento all'altro.
Ancora, il terrore del dentista e cosa può accadere se non state fermi sul lettino, ma quando mai qualcuno si muove, terrorizzati come siamo?
Ecco, questi sono alcuni esempi che potete leggere sul libro.
"L'intimo non si cambia (e nemmeno si prova)" è un libro per ridere, scritto di getto, anche con periodi lunghi, frasi che volutamente ho lasciato scorrere magari senza virgole per dare l'idea di qualcosa scritto appunto di getto, in fretta, così come mi venivano in mente.

Spero vi piacerà e servirà a farvi due risate.

Se volete lo trovate già online su Ibs, La Feltrinelli, principali siti di libri online, oppure dopo metà dicembre richiedendolo a me.

Grazie a tutti e a presto con altre novità!

Lara Zavatteri
scrittrice Mezzana, val di Sole, Trento

lunedì 25 novembre 2019

ANTEPRIMA GRATIS DA LEGGERE DEL MIO NUOVO LIBRO L'INTIMO NON SI CAMBIA E NEMMENO SI PROVA

Per voi un'anteprima del mio libro L'intimo non si cambia (e nemmeno si prova). Lo trovate online su Youcanprint, Ibs, La Feltrinelli e principali negozi online di libri, all'incirca da metà dicembre avrò copie disponibili.

Un libro con situazioni e personaggi per sorridere e ridere in un mondo che pare voglia farci dimenticare cosa sigifichi l'allegria. Per voi, ecco l'estratto








LA CAPPELLA DEI SANTI

No, non si tratta di qualche cappelletta in qualche cimitero o luogo dedicata a questo o quel santo.
I Santi in questione sono quelli che si celebrano il primo novembre, quando la Messa viene, di solito, officiata al camposanto e non in chiesa e vedi torme di gente neanche avessero aperto i saldi, ovviamente una marea che di solito in detto luogo non mette mai piede ma che per l'occasione si mette tutta in ghingheri tanto per farsi notare dagli altri e magari arrivano anche tardi, così li vedono per forza, Dio bisogna avere tanto di quel buon tempo per pensarle tutte!
Ad ogni modo capitò che per i Santi venisse aperta anche la cappella del cimitero, dotata di banchi per sedersi, così da agevolare chi magari poteva avere problemi a restare in piedi tutto il tempo.
Arrivò anche il prete che salutando tutti specificò-povero lui-che dentro la cappella c'erano ancora posti per gli anziani-vedete che con 'sta storia degli anziani è sempre un problema?-se volevano prendere posto.
A questo punto, ma chi per grazia poteva avere il coraggio di varcare la soglia della cappella ed entrare? Farlo significava ammettere di essere anziani, perciò meglio abbrancare la lapide del caro estinto e sperare che la gotta non desse problemi per i prossimi 40 minuti.
E poi, chi, ma chi di quelli dentro poteva restare, dopo essere stato definito anziano?
Si scatenò un po' una bufera, perché fuori nessuno si muoveva, ma soprattutto perché quelli che erano dentro giustamente non volevano sentirsi dare dell'anziano. Sicché li vedevi che non sapevano che fare, se alzarsi e andare, restare, su e giù come una ginnastica dei glutei, in tutti i casi voleva dire essere mezzi decrepiti.
Anche il prete si accorse della gaffe, che tra l'altro faceva venire veramente da ridere e alla fine non si mosse nessuno. I posti vuoti restarono tali e da dentro nessuno venne fuori, se non tardi, a messa finita, così che gli altri non capissero chi erano gli anziani dentro la cappella. Che roba, se si pensa che invece di definire anziani i presenti bastava che il prete parlasse semplicemente di persone.
L'anno dopo, sempre ai Santi, non so cos'è capitato. Per certo se è entrato qualcuno nella cappella l'avrà fatto quasi di soppiatto, sperando che il prete non saltasse fuori ancora con la storia degli anziani. Tanto più che i preti ormai sono sempre più anziani anche loro, cosa si ostinano a chiamare così gli altri e presto saranno anziani anche i chierichetti, se andiamo avanti di questo passo e magari finiranno a sedersi loro nella cappella, uscendo solo per raccogliere l'obolo da poveri cristi che già sono pelati dalla mattina alla sera.