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mercoledì 22 aprile 2020

ESTRATTO PER RIDERE DAL LIBRO "L'INTIMO NON SI CAMBIA (E NEMMENO SI PROVA)

Ciao a tutti. Per voi ecco un estratto del mio libro "L'intimo non si cambia (e nemmeno si prova.) per ridere. Buona lettura!

ANCHE FRANCESCO GIUSEPPE…

Chi fino a qualche anno fa utilizzava il tram per arrivare o tornare da Trento, quest'uomo, o questa specie d'uomo l'ha visto e soprattutto sentito per certo.
Era un uomo credo della val di Non, grassoccio, con capelli unti e in generale abiti e tutto che parevano usciti da un bidone di olio.
A parte questi dettagli estetici costui possedeva due occhi da matto difficili da osservare e da dimenticare...forse adesso vi siete ricordati? No perché era questo il dettaglio più inquietante. Soleva salire a Trento o Cles e poi barricarsi nel bagno fino a quando doveva scendere, onde non pagare il biglietto credo, ma sinceramente matto da legare com'era non so se qualche bigliettaio avrebbe avuto il coraggio di domandargli alcunché, forse l'unica era tirargli addosso un barilotto di acqua santa.
Si nascondeva, per modo di dire vista la stazza, dentro un impermeabile-già questo visti film e telefilm di gente nuda con solo impermeabili faceva pensare- e un sacco di giornali, specie quando si barricava nel bagno, quasi a voler far credere che era dentro per leggere, d'altra parte tanti leggono al bagno, tanti ci stanno del tempo e bisogna chiamarli perché vengano fuori, che abbia fatto tale ragionamento il pazzoide della Trento Malé?
Pareva Satana. Ora, Satana non l'ho mai visto, ma se dovessi descriverlo penserei a quell'individuo, giuro, pareva Satana. Per poco tempo taceva-s'intende, quando non era nel bagno- dopo attaccava per tutto il viaggio a buttar fuori risate sopra risate, anche se non c'era nulla da ridere, tanto per spaventare i poveri passeggeri. Rideva in un modo che ti veniva la tentazione di cercare un esorcista da qualche parte-a parte che certi esorcisti visti sui giornali fan più paura dei demoni che devono scacciare-rideva talmente forte, sguaiatamente e per così tanto tempo che veniva la tentazione di chiudersi gli altri nel bagno, visto che non c'era lui.
Una volta azzardò a sedersi vicino a una ragazza e quando questa girandosi gli urlò: “Vai via, maniaco” questo invece di offendersi, di restare allibito o domandare scusa (ma figurarsi!!) indovinate che fece. Sì, proprio quello.
Attaccò a ridere. Rideva con denti gialli e occhi fuori dalle orbite, pareva avesse un attacco dal tanto ridere. Se è riuscita ad alzarsi, credo se ne sia andata la ragazza, ma non era facile liberarsi dal terrore del pazzoide barra satanasso barra demonio della Trento Malé.
Un'altra volta-siccome a volte parlava anche, incredibilmente con frasi che avevano un senso o almeno per lui-urlò fuori codesta frase: “Anche Francesco Giuseppe riconobbe l'importanza della Vacca Nonesa quando risalì l'Anaunia!”.
Nessuno, ovviamente, aveva intavolato un discorso su Cecco Beppe e per chi non lo sapesse la “Vacca Nonesa” (scritto anche Vaca) era il tram come veniva chiamato una volta. Quella fu da ridere, anche se pareva Satana. Che poi, mi domando, chi gli avrà riferito cosa pensava Francesco Giuseppe? Che fosse stato un Highlander, vissuto per centinaia d'anni, infatti a pensarci bene mi pare indossino impermeabili, che avesse scovato un discorso di Cecco Beppe, ma dove? Da chi, perché? E poi questo maniaco barra demone che ne sapeva di Francesco Giuseppe? E poi quando venne, per l'appunto quand'è che venne in Anaunia (Val di Non)? Bah. Comunque quella frase è rimasta mitica. Dopo It di Stephen King, ovvero il pagliaccio che mangia i bambini credo sia stato l'essere più brutto, sporco ed inquietante in circolazione, soprattutto se non solo per la sua risata.
Mi pare sia passato a miglior vita da anni, in ogni caso se frequentate la Trento Malé oggi Trento Mezzana troverete di sicuro qualche pazzoide in circolazione, non preoccupatevi, magari anche più d'uno, ma uno con quella risata, ve lo garantisco, non lo sentirete mai.
Sarà stato un Cuor contento, direte voi povere anime che non l'avete sentito. No no, quello rideva come ridono quelli a cui non frega niente di niente, magari scappati da qualche casa di cura-forse li lasciano andare di proposito?-che son contenti di spaventare il prossimo e solo ogni tanto fanno ridere, tirando fuori, chissà da dove frasi vere o presunte su Cecco Beppe.



mercoledì 15 aprile 2020

LA STRADA DI CASA


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Oggi vi parlo de "La strada di casa". E' un libro ambientato a Castelfondo (Val di Non) tra passato e presente. Il passato è quello della seconda guerra mondiale, quello che Anna, nel suo presente, scopre dal diario della madre Sara.
Un diario segreto, che racconta la vita di Sara al tempo della guerra: la zia Matilde diventata staffetta partigiana, la difficoltà di vivere con un marito in guerra, soprattutto un amore segreto, di cui nessuno ha mai saputo nulla.
Anna si trova così a scoprire il passato di sua madre, ma per far luce, per rimettere insieme tutti i tasselli del puzzle, dovrà partire per un viaggio...Riuscirà a ricomporre la storia di Sara, e la sua? Riuscirà a ritrovare, finalmente, la strada di casa?

Se volete leggere un'anteprima ecco il link del libro, da dove potete anche acquistarlo.
LA STRADA DI CASA EDIZIONI DEL FARO

giovedì 19 marzo 2020

LEGGETE PER RIDERE!

Ciao a tutti. Per farvi una risata ecco un estratto dal mio libro "L'intimo non si cambia (e nemmeno si prova). Leggete e un saluto a tutti!


LE L'OS DEN CHET!


Questa la voglio raccontare dai, pare incredibile la fantasia che possono avere i bambini. Dunque anni fa c'era questo gruppo di bambini che, in una giornata d'estate, mentre erano impegnati in una gita nel bosco, s'imbatterono in un osso d'animale.

Dopo l'iniziale spavento-vedere un osso fa sempre un po' impressione-lo raccolsero convincendosi praticamente subito, valutando scrupolosamente forma e dimensioni, di aver scoperto nientemeno che l'osso di un dinosauro. Perché no, in fondo? Capitava, di tanto in tanto-l'avevano letto o visto in televisione-che la gente nei posti più strani o anche posti normali, come appunto un bosco, trovasse ossa di dinosauri e già i bambini s'immaginavano con la foto sul giornale, mentre raccontavano come erano giunti alla formidabile scoperta.

Magari poteva addirittura trattarsi di un dinosauro ancora sconosciuto, o di un Dodo (ma quello non era un dinosauro, comunque andava bene lo stesso) magari sarebbero diventati famosi e ovviamente qualcheduno, tipo un museo o roba simile, li avrebbe ricoperti di monete d'oro lucente, da sguazzarci dentro come faceva, nei fumetti, zio Paperone nel suo deposito.

Senza pensare più alla gita, i nostri presero su l'osso, lo ripulirono alla meglio dalla terra e corsero a casa. Obiettivo: cercare su qualche enciclopedia di che dinosauro si trattasse. Che fosse un Velociraptor, Un T-Rex? Bah! Sbucarono come razzi dal bosco, diretti verso la casa di uno di loro.

Tutti contenti risalirono la strada, fino ad incontrare un uomo che vedendoli così eccitati dalla scoperta, domandò loro delucidazioni.

Al gruppo non parve vero di poter mostrare la loro scoperta così porsero l'osso all'uomo, spiegando che sicuramente era l'osso di un dinosauro, poco ma sicuro, solo che ancora non sapevano di quale tipo.

L'uomo guardò un momento l'osso, già sogghignando per le ipotesi dei bambini e infine disse solo, in dialetto “Le l'os den chet!” cioè “È l'osso di un maiale!” ridendo come un matto.

I bambini si guardarono, costernati. Figurarsi! Mentre l'uomo guardando l'osso seguitava a ridere per tutta la situazione, i bambini, infuriati, se la filarono per cercare notizie ulteriori SUL DINOSAURO, non su un suino.

Era impossibile credere a ciò che aveva detto l'uomo, inimmaginabile, inaudito! Sicuramente l'uomo si era sbagliato o aveva voluto prenderli in giro o-perfino-mirava a impossessarsi lui stesso del prezioso osso, ma loro sarebbero stati ben attenti a non lasciarselo portar via.

Così, furibondi, giunsero a casa di uno di loro, e deposto l'osso tirarono fuori tutte le enciclopedie e i libri utili a scoprire l'identità del dinosauro.

Eh già, c'erano ancora le enciclopedie per fare le ricerche, Internet nemmeno esisteva, anche se, per restare in tema, non parliamo del Cretaceo.

Così, dopo ore di ricerche, pagina dopo pagina, la verità si palesò ai loro occhi: avevano raccolto un osso animale, sì, ma non di dinosauro. Era “l'os den chet!”.




lunedì 9 marzo 2020

PRESENTAZIONE ANNULLATA MA SAREMO ONLINE PRESTO

Ciao a tutti. Purtroppo l'incontro del 27 marzo è annullato, ma vedrete presto me e Mara online, presto sui vostri schermi!

Grazie Lara

venerdì 6 marzo 2020

AUGURI A TUTTE LE DONNE


Auguri di cuore a tutte le mie lettrici donne. Vi auguro, non solo per l'8 marzo, di essere sempre donne coraggiose, forti, indipendenti come sempre siamo, capaci di risorgere SEMPRE! Auguri!

giovedì 5 marzo 2020

UN BITORZOLO PER RIDERE...FRASEGGIANDO



Dal mio libro "Agata. Come un funerale ti salva la vita" per ridere ecco uno scampolo di frasi dal testo. Agata è in chiesa, in attesa che venga celebrato il funerale del signor Cesare, orripilante per un bitorzolo:

No no, nulla. Ma perché non la vogliono pagare?” chiese Agata.

Vede, saprà che il signor Cesare per via di quel bitorzolo era diventato brutto, così ho pensato di toglierlo con un foto ritocco dalle immagini degli annunci, ma i parenti non sono d'accordo e dicono che senza bitorzolo il signor Cesare è irriconoscibile. Per questo non vogliono pagarmi” spiegò l'addetto alle pompe funebri.

Ad Agata scappò da ridere, un po' per quello strano uomo che aveva pensato di rimuovere il bitorzolo che il signor Cesare aveva voluto e non potuto togliere da sempre, un po' per i parenti che invece il bitorzolo lo volevano, lo volevano eccome, sugli annunci. L'uomo riprese a piangere, ma Agata pensò che la soluzione non era poi tanto difficile da trovare....


Copie disponibili richiedendomele, online (Ibs, Amazon ecc...) o in libreria nome autore, titolo e Youcanprint come editore.  

martedì 3 marzo 2020

LA NEVE IN CUOR DI CORTECCIA...FRASEGGIANDO...




In questi giorni in val di Sole è tornata la neve, ecco alcune frasi sulla neve dal mio libro "Cuor di corteccia" che parla degli alberi:

"Quando nevica, e solo quando nevica, si sente, anche se pare assurdo da dire, un silenzio magico. Si sente il silenzio, quando nevica, perché tutto si ferma e i rumori sono smorzati dalla coltre che copre tutto. Tutti se ne accorgono e ascoltano quel silenzio che normalmente non si sente, quando mai si dovrebbe sentire il silenzio? Pare un controsenso. Eppure la neve fa sentire il silenzio, non c'è un solo rumore che intralci il suo lavoro mentre imbianca tutto. Non ho mai capito da dove derivi il silenzio della neve, ma so che è bello da stare ad ascoltare, fin quando non ti guardi attorno e vedi che la neve velocemente sta salendo."
 Cuor di corteccia tutto dedicato agli alberi, con gli alberi stessi che parlano. Richiedendomelo, online o in libreria (titolo, autore Lara Zavatteri e editore Youcanprint).  
Foto: MeteoWeb