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martedì 3 marzo 2020

LA NEVE IN CUOR DI CORTECCIA...FRASEGGIANDO...




In questi giorni in val di Sole è tornata la neve, ecco alcune frasi sulla neve dal mio libro "Cuor di corteccia" che parla degli alberi:

"Quando nevica, e solo quando nevica, si sente, anche se pare assurdo da dire, un silenzio magico. Si sente il silenzio, quando nevica, perché tutto si ferma e i rumori sono smorzati dalla coltre che copre tutto. Tutti se ne accorgono e ascoltano quel silenzio che normalmente non si sente, quando mai si dovrebbe sentire il silenzio? Pare un controsenso. Eppure la neve fa sentire il silenzio, non c'è un solo rumore che intralci il suo lavoro mentre imbianca tutto. Non ho mai capito da dove derivi il silenzio della neve, ma so che è bello da stare ad ascoltare, fin quando non ti guardi attorno e vedi che la neve velocemente sta salendo."
 Cuor di corteccia tutto dedicato agli alberi, con gli alberi stessi che parlano. Richiedendomelo, online o in libreria (titolo, autore Lara Zavatteri e editore Youcanprint).  
Foto: MeteoWeb

mercoledì 22 gennaio 2020

I VOSTRI COMMENTI



Ecco alcuni dei commenti che mi sono giunti dai miei lettori sui miei libri, grazie di cuore! Ringraziando chi l'ha fatto, invito i miei lettori a scrivermi su Facebook o larazavatteri@gmail.com per sapere cosa hanno provato nel leggere uno o più dei miei libri. Grazie a tutti, di cuore.

Lara 

NB. Sto studiano il modo per rendere fissa questa parte, non solo in un post, ovviamente sarà modificata quando trovo o ricevo vecchi o nuovi commenti! 

Lorella Tagliabue (Como, per libro Sopravvissuti)
Mi è piaciuto molto.
Scritto molto bene e si può vedere la passione che hai per la storia (come me, del resto) e i misteri legati ai personaggi storici.
L'ho letto in una buona mezz'ora.
La parte che ho preferito riguarda Cesare Borgia, Anastasia Romanov e Rodolfo d'Asburgo.
Cesare Borgia ho iniziato ad adorarlo quando ho iniziato a vedere la serie The Borgias poiché prima non mi piacevano e conoscevo la loro storia, ma non m'interessava granché... ora li adoro.
Per quanto riguarda gli altri due che ti ho citato si tratta della loro fine misteriosa che mi ha fatto appassionare alle loro vite... soprattutto il silenzio che è calato sopra la morte di Rodolfo fa pensare che non si trattò di un semplice suicidio... c'era ben altro.
Sono contenta di aver trovato una persona con cui condividere la mia passione per la storia e i misteri

Oscar Giaconi (Commezzadura)
Io ho letto La Strada Di Casa
Molto bello e avvolgente ambientato nella 2 guerra dalle nostre parti
Mi sembra rivedere racconti di mia madre in val di Non.

Mara Dell'Eva (Ossana, per il libro L'Intimo non si cambia)
Buon anno anche a te e famiglia Lara!il libro è molto bello,come tutti gli altri del resto!

Daria Decaminada (provincia Biella)
Ciao a tutti voi sto leggendo Aroma di caffè e profumo di fieno di Lara Zavatteri, bellissimo quanti ricordi storie bellissime vi dico di leggerlo ! Grazie cara Lara un saluto.

Daria Decaminada (per libro Risparmia Subito!)
Ciao cara Lara, grazie a te, di cuore bellissimo e tanto interessante il tuo libro. Bravissimi!!
(Il libro l'ho scritto con Mirko Rizzi)

Gianni Paneroni (Melzo, Milano)
Con piacere, ho appena finito di leggere Aroma di caffè e profumo di fieno complimenti sei stata bravissima nel dettaglio del borgo. Auguri.

Lilly Rossini (Sonico, provincia Brescia):
Grazie a te di aver creato questo gruppo!!!!! Sto leggendo il tuo bellissimo libro " Reset" . Grazie alla tua documentazione storica e fotografica si mantiene vivo il ricordo di persone e di un'epoca che ormai non ci sono più.....ma sempre presenti nei nostri cuori !!!!! Grazieeee di cuore!!!!!!
(Lilly si riferisce al gruppo Oriundi di Mezzana e della valle di Sole Trentino)

Consuelo Barbetti (Ponte di Legno, su Aroma di caffè):
Si...ho già ordinato il libro grazie di cuore

Maurizio Neri (Como, su Aroma)
E’ sempre una festa quando un libro accende così tanto il cuore. Lara Zavatteri diventa un pittore, parola che non viene mai usata per gli scrittori. Una raccolta di ricordi che sembra fatta apposta per le feste appena trascorse. Mentre si legge il libro ci si sente a casa, avvolti dal suo tepore. Si avverte il profumo di legna e di una torta che cuoce nel forno mentre fuori cade la neve. Vorresti condividere la lettura con le persone che ti vengono a trovare. Lara è riuscita ancora una volta a raccontare storie anche dolorose con molta semplicità. Ha scritto un libro che raccoglie ricordi della sua infanzia, narrato con verità e poesia. Lo spirito è stato quello di raccontare aneddoti e fiabe creando stupore e meraviglia e regalandoci magie ed emozioni difficili da cancellare. Un libro per grandi e piccini. Sono i ricordi e le storie di una valle e del Borghetto. Una valle che accoglie e non respinge mai. Una valle dove le montagne sono persone. Una valle che è soprattutto portatrice di un grande sentimento che ho avuto la fortuna di sperimentare: si chiama accoglienza.

Jean Pierre Ravelli (Francia, su Aroma)
Continue Lara j adore tes histoires .c est tellement mon enfance. All'incirca “Continua Lara, adoro le tue storie, mi ricordano la mia infanzia”.

Nadia Mariz (Trento, dopo intervista alla Rai per Rai Radio Uno nella trasmissione Safari Letterario per Aroma e in precedenza per Agata. Come un funerale ti salva la vita)
Lara Zavatteri nei tuoi scritti c'è tutta la tua genuinità.. Non cambiare mai

Patrizia Lucietti (Mezzocorona, per Aroma)
Lara scrive in maniera semplice e spontanea...In poche pagine racchiude un mondo fatto di ricordi e racconti che per chi è stato, anche per poco,a Borghetto ....riscalda il cuore ...!"
Che dirti ...ancora grazie e buona serata ...Patty

Annamaria Pasquin (Mezzolombardo, su Aroma)
Ho appena finito di leggere i racconti di Lara Zavatteri belli e coinvolgenti COMPLIMENTI!!

Mara Dell'Eva (Ossana, per Frammenti di una valle)
Bellisimo anche questo!

Fernanda Redolfi (Maniago)
Io sto leggendo La strada di casa è impegnativo ma bello

Fernanda Redolfi (Aroma)
Letto molto bello ora ho cominciato a leggere RESET mi piace e' piu' impegnativo .

Giovanna Dalla Valle (Torre Di Mosto, Veneto)
Libro Aroma di caffè e profumo di fieno letto: storie simpatiche complimenti Lara

Nadia Giovagnoli (Ancona)
Cara Lara ho letto e riletto il tuo bellissimi libro sul Borghetto. Mi sono veramente appassionata ad una lettura che riesce a ricreare, nei cognomi e nei luoghi, i momenti di una vita degna di essere raccontata come solo tu puoi fare. Ti ringrazio e ti auguro ulteriori successi. Brava, brava! Con tanta nostalgia un carissimo saluto.

Roberta Pagetta (figlia Nadia)
Bravissima Lara con le sue parole che profumano veramente di fieno e di caffè e le sue frasi che echeggiano rumori e suoni della montagna. In ogni pagina la sua piccola storia prende nuova vita!











lunedì 21 gennaio 2019

ALTRO CHE WEDDING PLANNER! VIAGGI DI NOZZE DEL BORGHETTO, ESTRATTO GRATUITO DEL LIBRO

Ciao a tutti,
per voi un estratto gratuito del libro "Aroma di caffè e profumo di fieno. Piccola storia di una casa nel Borghetto", tutto vero! Buona lettura, il libro lo trovate richiedendolo a me o online, su Ibs arriva a breve (pochi giorni).
Link Ibs

Dal libro:
 

Viaggi di nozze

Pare incredibile come a volte ci si cacci senza pensarci in situazioni imprevedibili e potenzialmente pericolose. È quello che accadde nel 1942 ai miei nonni quando decisero di lasciare per pochi giorni la casa al Borghetto e concedersi un piccolo viaggio di nozze.
Sì, era il 1942 e c'era la guerra ma probabilmente presero un po' troppo alla leggera il momento storico che stavano vivendo perché decisero di andare a trovare Tea, che viveva a Gallarate, allora non il centro di oggi ma poco più di un grande paese.
Dunque avvisarono Tea, partirono in treno e fino a Milano tutto andò bene. Arrivati alla stazione, però, li aspettava l'inferno in terra. Non solo la stazione era stata bombardata, ma anche nel momento in cui vi giunsero le bombe continuavano a cadere. Non sapendo cosa fare, seguirono delle persone che si stavano dirigendo di corsa in quello che, scoprirono poi, era un rifugio antiaereo e lì rimasero, in compagnia di perfetti sconosciuti e sperando di non morire sotto i bombardamenti. Quando il suono della sirena annunciò che il bombardamento era cessato, uscirono con gli altri, grati per essere ancora vivi.
Purtroppo, però, non sarebbe finita tanto presto. Rimasero alla stazione fino a notte, facendo avanti e indietro dal rifugio anti aereo, senza sapere se sarebbero arrivati al giorno dopo, per di più pioveva e a mia nonna si restrinse l'abito da sposa nero, allora infatti c'era l'usanza di portare questo colore il giorno del matrimonio. Il peggio però capitò con le scarpe, che a mia nonna parevano di pelle ma che di fatto erano poco più che di cartone, infatti si ruppero completamente e fu necessario, appena possibile, comprarne un paio in un negozio poco lontano.
Quella fu la loro notte di nozze: fradici, mia nonna con vestiti e scarpe a brandelli, avanti e indietro dal rifugio aspettando il suono della sirena.
Anche Tea era preoccupata: aveva sentito del bombardamento e non vedendoli arrivare aveva temuto il peggio. Solo il giorno dopo poté mandare qualcuno a prendere suo fratello e sua cognata alla stazione portandoli poi, finalmente, a Gallarate.
Questo fu il viaggio di nozze dei miei nonni, tutto da ridere fu quello di Angelina, la sorella minore di mio nonno, nata nel 1925.
Angelina aveva sposato Giuseppe Stablum e avevano deciso di passare qualche giorno dall'altra sorella di mio nonno, Quirina, a Dro.
Anche in questo caso non sarebbe stato un viaggio di nozze di tutto riposo, anche se per motivi differenti. Giunti a Dro, Angelina e Giuseppe furono per prima cosa portati a vedere al cinema un film che la zia non dimenticò mai, ovvero la storia di Maria Goretti. La storia di una santa, insomma, niente di comico o almeno di adatto all'occasione, tipo una pellicola romantica.
Giunti a casa, si misero a letto, ma anche per loro fu una prima notte disastrosa. Non solo Marino, il marito di Quirina, per scherzo continuava ad entrare ed uscire dalla stanza, ma sotto al letto erano stati attaccati molti campanacci che producevano un fracasso infernale al minimo movimento. C'è bisogno di dire che per quella notte non combinarono niente?
Tornarono a casa in corriera, convinti che almeno a Mezzana avrebbero trovato un po' di quiete. La zia Angelina aveva mal di testa ma appena scesi dalla corriera, di fronte alla casa del Borghetto, attaccò a suonare la banda.
Era un omaggio agli sposi, un po' una tradizione per chi era nella banda, come lo zio “Bepino”, ma dopo Maria Goretti, i campanacci e il resto divenne un nuovo incubo. Per di più, c'era l'usanza che la famiglia della sposa offrisse qualcosa da bere ai bandisti, così Lucia e Pietro, mamma e papà di Angelina, invitarono l'intera banda a casa.
Insomma anche per questi sposi all'inizio non vi fu pace, anche se in seguito devono essersi ripresi dal trauma mettendo su una buona squadra di figli. Ma mai, proprio mai, la zia dimenticò quel film e a me, quando capitava di sentire casualmente o di leggere il nome di Maria Goretti, scappava sempre un poco da ridere.