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Mezzana, val di Sole, Trento
via 4 novembre 21

lunedì 12 aprile 2021

LE RIMELE DI EDOARDO

 

In questa mia raccolta di articoli sulla val di Sole "Frammenti di una valle"  (tutti curiosi e strani, dal 1998 al 2005) c'è un articolo speciale. Si tratta dell'intervista che nel 2000 feci a Edoardo Redolfi "Teresin", poeta di Mezzana, in occasione dei suoi 80 anni. 

Edoardo sarebbe scomparso l'anno dopo e quell'intervista mi è rimasta nel cuore, come il suo ricordo e quello della moglie, la maestra Rosa. Si parlò della sua vita, di poesia, di com'erano cambiati Roncio-dov'era nato-e Mezzana negli anni. Un bel ricordo per tutti coloro che hanno amato e amano i suoi versi.



Frammenti di una valle lo potete avere richiedendolo a me (non si trova online nè in libreria) per info larazavatteri@gmail.com (costo 10 euro).

mercoledì 7 aprile 2021

ESTRATTI DAI MIEI LIBRI, DA LEGGERE, PER VOI!

 Da Agata. Come un funerale ti salva la vita, un libro per ridere. In questo caso Agata si trova al funerale di don Adolfo e la sua perpetua Clorinda, scappati insieme, nessun prete vuole dir loro la Messa al funerale, così si accordano in tal modo


Forse vi sembrerà assurdo” esordì, mentre gli altri la fissavano, bramosi di trovare, forse, la soluzione al problema “ma conosciamo tutti almeno una parte della funzione, le parole che il prete dice quando fa Messa, o no?”


Tutti annuirono. Anni e anni passati prima a catechismo, poi a sentire Messa, spezzoni di frasi erano impresse a fuoco nella mente di tutti, volenti o nolenti.


Allora, perché non la facciamo noi, la Messa? Ognuno reciterà la parte che sa, diremo solo le parole, non ci sarà Comunione o altro, ma cos'altro potremmo fare?” disse Agata.


Per un attimo ci fu silenzio. Tutti sapevano che Agata aveva ragione, ma addirittura dire loro la Messa! Pareva un sacrilegio. Eppure, d'altra parte, bisognava dire che non potevano lasciar tumulare don Adolfo e Clorinda così, senza nemmeno una preghiera. Così, dopo un momento di tentennamento, di nuovo tutti annuirono. 

 

 

Dal mio libro "Gli occhi di Aughen" dedicato alla mia gattina Aughen

 

Passarono gli anni e Aughen trovò nuovi amici. Ad un certo punto giunse in casa il cagnolino Giuliano, che crescendo si sarebbe rivelato essere in realtà un cagnone. Giuliano, che amava i giocattoli in gomma che suonano quando si schiacciano, amò subito, in particolare, un pupazzetto del genere di Winnie the Pooh, un Winnie addormentato che emetteva suoni premendogli leggermente la schiena. Giuliano prese a schiacciarlo con il naso e si divertiva molto, senza però capire che tali suoni provenivano solo dai giocattoli.

Così, quando per la prima volta vide Aughen, la prima cosa che fece fu avvicinarsi e schiacciare il suo naso sulla schiena della gatta. Aughen a quel punto commise un errore, infatti benché Giuliano non le avesse procurato nessun male, emise un miagolio. In tal modo Giuliano si convinse che anche Aughen sapeva suonare e continuò sempre quel gioco.

I due divennero inseparabili, dormivano anche insieme e durante le passeggiate di Giuliano, nella bella stagione, il cane si fermava sul prato, cercando un po' di refrigerio, mentre Aughen arrivava, sempre con il suo passo discreto, a fare compagnia. 

 

 

Dal mio libro "Aroma di caffè e profumo di fieno. Piccola storia di una casa nel Borghetto" 

 

Durante la seconda guerra mondiale anche a Mezzana giunse l'invasore tedesco, così anche nella zona del Borghetto.

I soldati e gli ufficiali, pur essendo persone alla mano, come raccontavano i miei nonni, pretendevano di essere serviti e ubbiditi, altrimenti dalle minacce potevano passare ai fatti in un attimo. Per fare un esempio, al panificio del paese, nel Borghetto, con Davide Barbetti e Giovanni Ravelli, il papà di mia nonna, come panettieri, i tedeschi si rifornivano spesso e volentieri. Passavano al panificio e domandavano il pane, pretendendo sempre di averlo gratis e così fu per tutto il loro “soggiorno”, probabilmente non solo al panificio ma in molti altri luoghi dove si recavano giornalmente e guai a dire bai.

Un folto gruppo di soldati era acquartierato all'hotel Salvadori e la sera un gruppo arrivava nella casa del Borghetto per una partita a carte e magari un goccio di vino. In casa abitavano Pietro e Lucia Pedergnana, genitori di mio nonno, oltre a mio nonno Giovanni e a mia nonna, ma anche la sorella più giovane di lui, Angelina. 

 

 

Dal mio libro "El ghe dis el bis al tas...Modi di dire dialettali di Mezzana e val di Sole" , i numeri in dialetto

 

 

I numeri fino a 10


Un

Doi

Trei

Quatro

Cinc

Sei

Set

Ot

Nöf

Des

 

 Questi e gli altri miei libri li trovate online (Ibs, Mondadori Store ecc..) in libreria se aperte e se potete andarci (a seconda delle zone e delle distanze) o richiedendomeli, volendo ve li posso anche spedire. 


martedì 16 marzo 2021

FRAMMENTI DI...VAL DI SOLE


 

Le meridiane di Monclassico, una mostra a castel Caldes, l'ultimo kaiserjaeger della valle di Cavizzana, i presepi di Ossana, due pecore incrodate, la chiesa della Madonna dell'Aiuto a Mezzana riaperta, Mitterndorf nel racconto di una donna che allora era bambina e tanto altro. 

Sono articoli di giornale scritti da me dal 1998 al 2005, sui paesi della valle di Sole ed hanno in comune il fatto di essere curiosi e strani. Con inserto fotografico.

Info: larazavatteri@gmail.com o su Fb

mercoledì 10 marzo 2021

PICCOLO ESTRATTO DAL MIO LIBRO IN DIALETTO SOLANDRO EL GHE DIS EL BIS AL TAS

 Piccolo estratto dal mio libro "El ghe dis el bis al tas...Modi di dire dialettali di Mezzana e val di Sole" .

 

 


 


Tirarse su na cösta.


(Modo di dire che significa stare meglio, fisicamente o psicologicamente o detto per scherzo.)




Lustro come en bombo.


Lucido come un confetto.


(Modo di dire per spiegare come una persona sia “tirata a lucido”.)

 

Il libro è composto da modi di dire, filastrocche e termini in dialetto della valle di Sole, con spiegazione in italiano. Dedicato a mio papà Renato scomparso lo scorso anno. 

Lo potete trovare online (ad esempio su Mondadori store, Ibs, La Feltrinelli) richiedendolo in libreria con nome autore, titolo e editore (Youcanprint) o richiedendolo a me a larazavatteri@gmail.com o mi trovate su Facebook.  

Grazie!


martedì 9 marzo 2021

ABBIAMO BISOGNO DI LEGGERE...PER RICORDARE IL MONDO DI PRIMA

 

Era il mese di marzo del 2020 quando l'incredibile è diventato realtà e la pandemia ci costringeva a rimanere in casa. E' passato un anno, e ancora stiamo vivendo, o meglio convivendo, con questo problema. 

La situazione, a un anno di distanza, è difficile da gestire anche a livello psicologico, ecco perchè leggere si deve, anzi ve lo consiglio vivamente. Ma perchè? 

Ci sono molti buoni motivi per leggere, ma nella nostra situazione leggere fa bene principalmente perchè ci permette virtualmente di evadere, per un pò, di lasciare andare la mente che segue l'andamento della trama del libro e ci permette di rilassarci almeno un poco. Leggere inoltre è un buon modo per sconfiggere, almeno in parte, la solitudine, per riempire le giornate, per concentrarsi su qualcosa di differente dal nostro presente non facile. 

Leggere inoltre permette di conoscere nuovi personaggi, nuove storie, ci consente di far volare la fantasia. Leggere ci ricorda com'era il MONDO PRIMA, perchè quasi non lo ricordiamo più.

Leggere un libro è tutto questo e molto di più, sia per chi è abituato a leggere da sempre sia per chi, invece, legge poco e potrebbe invece iniziare a leggere di più. 

Abbiamo bisogno di leggere, ora più che mai. 

Buone letture a tutti voi, magari anche con i miei libri. ;)


mercoledì 3 marzo 2021

BELA COME....


 Bela come....l'immagine sopra non vi dice nulla? Allora leggetelo qui sotto:




Uno dei detti del libro El ghe dis el bis al tas...Modi di dire dialettali di Mezzana e val di Sole come altri detti e termini scritti sui post-it. Cliccate sull'immagine e leggete il post giallo per sapere la soluzione!