PER INFORMAZIONI SUI LIBRI

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Mezzana, val di Sole, Trento
via 4 novembre 21

giovedì 28 luglio 2022

A PIEDI NUDI ALLA MINI BIBLIOTECA DI VERMIGLIO AI LAGHETTI DI SAN LEONARDO

 


Oggi ho portato il libro A piedi nudi nei tini alla mini biblioteca ai laghetti di San Leonardo a Vermiglio (presso il centro fondo). Lo potete trovare, leggere sul posto, e come ho scritto nella dedica ad inizio pagina anche portarlo a casa, mi piacerebbe che poi si riportasse nella casetta perché così altre persone potrebbero leggere i racconti. 


Come sapete il libro è dedicato a mio papà, ma questa copia ha anche una dedica particolare. Essendo a Vermiglio, ho pensato di scrivere nella dedica a mano sulla prima pagina il ricordo anche dell'amico Moreno Agostini e della sua cagnetta Skip, di cui parlo nel libro.


Nelle foto il libro dentro la casetta mini biblioteca e la casetta in cui trovarlo. 

Prima ho fatto 2 foto con il libro davanti al "vout" di mio papà, queste qui sotto:




Così per i 2 anni (il 30 luglio) dalla scomparsa di mio papà Renato, la sua storia (ed altri racconti) si trova anche qui, oltre che al parco di Terzolas e sempre al Punto di lettura di Mezzana cui ho donato il libro, che sempre si può prendere in prestito. Piccole iniziative che però mi sono parse speciali per ricordare mio papà a 2 anni da quando è venuto a mancare. 


Se passate a Terzolas, Vermiglio o a Mezzana al Punto di lettura e leggete il libro, mandatemi un messaggio a larazavatteri@gmail.com o su Facebook, mi farebbe molto piacere. Grazie!


Ps. Per le iniziative a Mezzana e Terzolas leggete i post del blog qui sotto. 

 

mercoledì 13 luglio 2022

ECCO DI COSA PARLERA' IL MIO NUOVO LIBRO

 Curiosi? Grazie a chi ha tentato di indovinare su Facebook di cosa parlerà il mio prossimo libro. Nessuno ha indovinato, ma come anticipato parlerà di un elemento della natura, con curiosità e piccole storie. Sarà un librino per riscoprire il bello di fermarsi un attimo a lasciarsi incantare da...Insomma il mio prossimo libro sarà tutto dedicato alle



NUVOLE!


 A presto con altre anticipazioni!

martedì 5 luglio 2022

A PIEDI NUDI DONATO AL PUNTO DI LETTURA DI MEZZANA A QUASI 2 ANNI DALLA SCOMPARSA DI MIO PAPA' RENATO

 


Nella foto io con la dedica sul libro. 


Da oggi il mio libro "A piedi nudi nei tini e altri racconti della Valpantena e della Val di Sole" è anche al Punto di lettura di Mezzana. 

Ho deciso di donarlo gratuitamente perché la storia di mio papà resti in questo luogo, perché Mezzana è il mio paese ed era anche il suo, anche se di "adozione" essendo arrivato dal veronese. 

Da tanto tempo non riuscivo a passare in biblioteca. Nel 2018 presentai i miei libri Gli occhi di Aughen e Agata e partecipò anche mio papà. Lo vedete di spalle in queste foto, (la prima sono io) con la camicia grigia. 




Nel 2020 dovevo fare un'altra presentazione, poi saltata per la pandemia del Covid che ci ha stravolto tutti rinchiudendoci per mesi in casa, così l'evento non è stato più organizzato. Sempre nel 2020, in estate, improvvisamente è scomparso mio papà. Ho continuato a scrivere (per fine anno ci sarà un mio nuovo libro) ma non sono più riuscita a fare presentazioni. Non sono più riuscita nemmeno a passare in biblioteca perché mi ricordavo di questo momento, quando mio papà era lì, su una di quelle sedie. 

Oggi, a quasi 2 anni dalla sua scomparsa (era il 30 luglio 2020) ho portato il libro che parla di lui e di tanti altri racconti della Valpantena (la sua valle nel veronese) e della Val di Sole al Punto di lettura. Ho fatto anche una foto su una sedia, una di quelle su cui si era seduto lui quella sera. 




Così adesso la sua storia c'è anche qui, disponibile per la lettura per quelli che vorranno. Un piccolo pezzo di mio papà rivive in questo libro, sta in questo luogo dove altre volte era venuto a sentirmi parlare dei miei libri. Ora è il suo libro. 



Io fuori dal Punto di lettura prima di donare il libro. 

Per ti Papà! 






Se passate al Punto di lettura, leggete il libro, scrivetemi cosa ne pensate. Se invece passate a Terzolas, trovate il libro nella casettina in legno del Parco, dove si possono leggere e prendere in prestito i libri. 

Se desiderate averlo per voi, o fare un regalo, basta contattarmi, ho copie disponibili (larazavatteri@gmail.com, Fb, in via 4 novembre 21 a Mezzana) lo trovate online (La Feltrinelli, Ibs, Mondadori store) oppure ordinandolo in libreria con nome autore, titolo e editore (Youcanprint). 


Grazie di tutto cuore a quanti hanno già letto e acquistato il libro e a chi lo farà in futuro. 


Con sincero affetto grazie a tutti voi, 

Lara 

giovedì 30 giugno 2022

GRAZIE AL SINDACO LUCIANA PEDERGNANA E A PIEDI NUDI NEL PARCO DI TERZOLAS

 




Grazie di cuore al sindaco di Terzolas, Luciana Pedergnana, per aver acquistato il mio libro A piedi nudi nei tini. 

Inoltre, una copia del libro è presente al Parco di Terzolas, nella nuova casetta in legno che funge da lettura e volendo scambio libri. Se passate dal parco potete leggere lì il libro, oppure portarlo a casa e riportarlo nella casetta, in modo che altri possano leggere le storie. Mi piacerebbe che il libro trovasse diffusione in questo modo!

Grazie e leggete il libro!!!


lunedì 27 giugno 2022

LE STORIE DEL LIBRO...IN BREVE

 



Di cosa parla questo libro? E' composto di varie storie, alcune della Valpantena, dove era nato mio papà Renato, cui è dedicato il libro, altre della Val di Sole, dove ha vissuto la maggior parte della sua vita. In breve ecco di cosa parlano i racconti:

A piedi nudi nei tini: Dà il titolo al libro, storia di mio papà Renato nel paese di Marzana, a Verona, da Carabiniere in Sardegna e poi a Mezzana dove poi lavorò in edilizia;

Navigli: L'emigrazione stagionale di mia mamma Adriana da Mezzana a Milano, d'estate, quando era bambina, mentre in paese arrivava la cugina Carmen;

L'uccellino: Quando con mio papà liberammo un cardellino in località "Paludi" a Mezzana. Un mio ricordo personale;

Una casa alta e stretta: La storia della casa in cui abitarono Domenica e Roberto Redolfi di Mezzana, sulle scale si trovavano i bambini di allora come mia mamma, Edda, Mirtis, Melchiore;

Intermezzo. Cose che di te non dimenticherò: Cose grandi e piccole che non dimenticherò mai di mio papà;

Alta Savoia: Storia dell'emigrazione degli abitanti di Cavizzana verso i paesi dell'Alta Savoia;

Bosco Chiesanuova: Quando con mio papà conoscemmo la campionessa di mtb Paola Pezzo a Malè. Lei è originaria di uno dei paesi non lontano da dove è nato mio papà, appunto Bosco Chiesanuova;

Un pugno di case: Storia della frazione di Roncio (frazione di Mezzana), com'era e com'è, con riferimenti anche a persone come Aldina che per anni fu custode della chiesa o Salvin, che abitò per molto tempo più su, a Moresana, prima di scendere a Roncio, Edoardo Redolfi che nacque a Roncio e la moglie, la maestra Rosa, che a Roncio fu maestra;

Il brigante Falasco e i cuori di Olinda: La leggenda del brigante Falasco in Valpantena e quella di Olinda e Arunte a Caldes in val di Sole;

Moreno e Skip: Storia dell'incredibile amicizia tra Moreno Agostini di Vermiglio e la sua cagnetta Skip;

Un corista all'Arena, Mario dei conigli, Tano: Storie della famiglia di mio papà, un corista che cantava all'Arena, lo zio Mario che allevava conigli, Gaetano che gli insegnò ad amare la campagna;

La Cems: Storia della fabbrica di motori Cems a Mezzana, che diede lavoro a molte persone anche di altri paesi valligiani;

Poesie nel vento e i confini che abbiamo dentro: Le poesie del Mas Brusà a Mezzana per far capire come territori che paiono lontani non lo sono così tanto e come chi ci ha lasciati viene e ci accarezza il cuore.


Copie disponibili richiedendomele in via 4 novembre 21 a Mezzana (Val di Sole, Trento), su Fb, scrivendomi a larazavatteri@gmail.com, online o ordinandolo in libreria (titolo, autore, editore Youcanprint). 

mercoledì 8 giugno 2022

QUALCOSA A CUI NON FACCIAMO CASO NEL MIO LIBRO IN PREPARAZIONE...

 Ciao a tutti.

Come vi ho anticipato sto preparando un nuovo libro, anzi un "librino" piccino. Sarà da leggere, da vedere e se si vuole anche da personalizzare ma...di cosa parlerà? 

Senza anticiparvi più di tanto posso dirvi che l'argomento riguarda la natura, qualcosa che, presi dalle nostre vite frenetiche, quasi non ci appartiene più. Non ci facciamo più caso, o molto poco, come a tante altre cose  che ci "sfuggono" quotidianamente. Sarà un po' un modo per ritrovare questo aspetto dell'ambiente e ricominciare a farci caso nuovamente...almeno spero! 


A presto con altre anticipazioni!

Grazie a tutti e come sempre per gli altri libri potete richiederli a me a larazavatteri@gmail.com su Facebook o mi trovate a Mezzana (Val di Sole, Trentino) via 4 novembre 21. 

lunedì 30 maggio 2022

ESTRATTO, IL BRIGANTE FALASCO E I CUORI DI OLINDA DAL LIBRO A PIEDI NUDI NEI TINI





 Uno dei racconti del libro dedicati al Brigante Falasco della Valpantena e alla leggenda di Olinda di castel Caldes in val di Sole. Trovate il libro "A piedi nudi nei tini e altri racconti della Valpantena e della Val di Sole" con questo e altri racconti, online o richiedendomelo (larazavatteri@gmail.com o su Fb)


Il brigante Falasco e i cuori di Olinda



Le leggende portano sempre con sé un fondo di verità, alcune sono più vere di altre. In particolare per la Valpantena, zona di Grezzana, è famosa la storia o leggenda del “Brigante Falasco”.


C'è da dire che i “Briganti Falasco” furono in realtà due, uno fu Francesco Falasco, possidente terriero della Valpantena che nel Seicento, dopo aver perso tutto, decise di mettersi al servizio di una famiglia e di diventare uno dei loro “bravi” che in seguito si rifugiò nelle grotte del castello. Sì, proprio un “bravo” come quelli che nei Promessi Sposi intimoriscono un già intimorito don Abbondio perché non sposi Renzo e Lucia. Questo Falasco lo era di cognome, mentre il bandito-anche se essere un bravo poteva voler dire essere ancor peggio di un bandito- si chiamava Paolo Bianchi e “Falasco” fu invece un soprannome che gli venne attribuito dall'abate Caliari.


Parleremo di questo secondo Falasco, conosciuto per i suoi misfatti in Valpantena e nel castello della famiglia Turrisendi, tra Grezzana e Stallavena, lo stesso che diede rifugio al primo Falasco, oggi conosciuto come “Torre del Falasco”. Quando il conte Provolo della famiglia nobiliare Giusti di Santa Maria in Stelle gli chiese di farlo incontrare a Ferrara con la bella di cui era innamorato, cioè Angiolina da Poiano, già tra l'altro promessa sposa del nobile Sagramoso, non ci fu verso di convincere la ragazza che insomma non ne voleva sapere.


Così, che fece Falasco? Lui e i suoi uomini la rapirono, la portarono forzatamente a Ferrara. Lì il rapimento fu scoperto e mentre la banda di Falasco riuscì a darsi alla fuga, lui venne impiccato sotto le mura di Verona, mentre cercava di fuggire. Stranamente-visto che i potenti solitamente riuscivano a cavarsela-fu arrestato anche il conte Provolo e la Serenissima decise di distruggere il suo Palazzo Giusti a Santa Maria in Stelle.


Le storie di brigantaggio-qui c'è di mezzo anche un rapimento-comunque le storie legate ai briganti abbondano in Valpantena, anche se spesso si trattava solo di povera gente costretta, per miseria e fame, a fare quella vita.


Il castello della famiglia Turrisendi fu luogo di rifugio per entrambi i Falasco, per colui che divenne un “bravo” e per quello che organizzò il rapimento di Angiolina. Oggi le grotte e il castello dove il brigante si rifugiava esistono ancora, testimonianza di una storia che è un po' verità, un po' leggenda.


Un'altra leggenda con protagonista una ragazza è quella, famosa, di Olinda e Arunte del castello di Caldes in val di Sole. Qui si trattò, secondo la leggenda, di un innamoramento “fuori luogo” che purtroppo ebbe un esito drammatico.


Anche in questo caso la leggenda si mescola alla storia, perché i personaggi sono esistiti, con altri nomi, protagonisti di una storia analoga a quella della leggenda. Nella realtà lei era figlia di un conte Thun, si chiamava Marianna Elisabetta e viveva nel castello di Caldes. Si era innamorata, ricambiata, di un borghese, ovvero Giovanni Alfonso Bertoldi di Cles. Naturalmente il matrimonio con un non nobile per il padre e la famiglia era fuori questione, ma i due non volevano sentir ragioni.


Senza trovare altra soluzione possibile, i due decisero di fuggire, ma Marianna Elisabetta venne presto ripresa dai fratelli e condotta al castello di Caldes. Qui, non solo fu lontana dall'uomo che amava, ma venne imprigionata per quella sua follia d'amore in una cella minuscola, da dove si poteva vedere solo un pezzetto di cielo.


In queste condizioni la giovane impazzì di dolore e solitudine e morì in breve tempo. Anche il suo innamorato, solo qualche anno più tardi, fece, pare, una triste fine.


La storia venne in seguito tramutata nella “Leggenda di Olinda e Arunte”, la leggenda di castel Caldes, dove Marianna Elisabetta è Olinda mentre Giovanni Alfonso è Arunte, un semplice menestrello che con le note dei suoi strumenti ed il suo canto aggradava le giornate della corte di Rodemondo di castel Caldes, padre di Olinda.


Rodemondo, che intendeva far sposare la figlia con un nobile, non poteva accettare questa storia fra i due, così, una volta scoperti, fece fuggire Arunte e imprigionò Olinda, nella cella che porta oggi il suo nome. Olinda non ricevette visite e morì in breve tempo, si dice non prima di aver dipinto dei cuori, che infatti si possono vedere al castello, nella sua celletta, cuori indissolubilmente legati, anche se lontani. Cuori che esistono e che dovrebbero essere stati realizzati da Marianna Elisabetta, Olinda nella leggenda.


Dopo aver saputo della morte dell'amata, nemmeno Arunte volle più vivere e i due vennero sepolti uno accanto all'altro, per volere degli abitanti del borgo che in tal modo sfidarono Rodemondo, che solo alla fine si avvide, troppo tardi, della sua inutile crudeltà. Si disse che visse, in seguito, da eremita, espiando così i propri peccati, per aver causato tanto dolore ad Olinda e Arunte.


Questa leggenda prende spunto da un fatto accaduto realmente. A differenza delle favole, spesso le leggende non terminano con un “e vissero felici e contenti” anzi spesso si concludono tragicamente, come in questo caso in val di Sole e come quella del brigante Falasco in Valpantena.