PER INFORMAZIONI SUI LIBRI

larazavatteri@gmail.com
348/7702561
Mezzana, val di Sole, Trento
via 4 novembre 21

giovedì 30 giugno 2022

GRAZIE AL SINDACO LUCIANA PEDERGNANA E A PIEDI NUDI NEL PARCO DI TERZOLAS

 




Grazie di cuore al sindaco di Terzolas, Luciana Pedergnana, per aver acquistato il mio libro A piedi nudi nei tini. 

Inoltre, una copia del libro è presente al Parco di Terzolas, nella nuova casetta in legno che funge da lettura e volendo scambio libri. Se passate dal parco potete leggere lì il libro, oppure portarlo a casa e riportarlo nella casetta, in modo che altri possano leggere le storie. Mi piacerebbe che il libro trovasse diffusione in questo modo!

Grazie e leggete il libro!!!


lunedì 27 giugno 2022

LE STORIE DEL LIBRO...IN BREVE

 



Di cosa parla questo libro? E' composto di varie storie, alcune della Valpantena, dove era nato mio papà Renato, cui è dedicato il libro, altre della Val di Sole, dove ha vissuto la maggior parte della sua vita. In breve ecco di cosa parlano i racconti:

A piedi nudi nei tini: Dà il titolo al libro, storia di mio papà Renato nel paese di Marzana, a Verona, da Carabiniere in Sardegna e poi a Mezzana dove poi lavorò in edilizia;

Navigli: L'emigrazione stagionale di mia mamma Adriana da Mezzana a Milano, d'estate, quando era bambina, mentre in paese arrivava la cugina Carmen;

L'uccellino: Quando con mio papà liberammo un cardellino in località "Paludi" a Mezzana. Un mio ricordo personale;

Una casa alta e stretta: La storia della casa in cui abitarono Domenica e Roberto Redolfi di Mezzana, sulle scale si trovavano i bambini di allora come mia mamma, Edda, Mirtis, Melchiore;

Intermezzo. Cose che di te non dimenticherò: Cose grandi e piccole che non dimenticherò mai di mio papà;

Alta Savoia: Storia dell'emigrazione degli abitanti di Cavizzana verso i paesi dell'Alta Savoia;

Bosco Chiesanuova: Quando con mio papà conoscemmo la campionessa di mtb Paola Pezzo a Malè. Lei è originaria di uno dei paesi non lontano da dove è nato mio papà, appunto Bosco Chiesanuova;

Un pugno di case: Storia della frazione di Roncio (frazione di Mezzana), com'era e com'è, con riferimenti anche a persone come Aldina che per anni fu custode della chiesa o Salvin, che abitò per molto tempo più su, a Moresana, prima di scendere a Roncio, Edoardo Redolfi che nacque a Roncio e la moglie, la maestra Rosa, che a Roncio fu maestra;

Il brigante Falasco e i cuori di Olinda: La leggenda del brigante Falasco in Valpantena e quella di Olinda e Arunte a Caldes in val di Sole;

Moreno e Skip: Storia dell'incredibile amicizia tra Moreno Agostini di Vermiglio e la sua cagnetta Skip;

Un corista all'Arena, Mario dei conigli, Tano: Storie della famiglia di mio papà, un corista che cantava all'Arena, lo zio Mario che allevava conigli, Gaetano che gli insegnò ad amare la campagna;

La Cems: Storia della fabbrica di motori Cems a Mezzana, che diede lavoro a molte persone anche di altri paesi valligiani;

Poesie nel vento e i confini che abbiamo dentro: Le poesie del Mas Brusà a Mezzana per far capire come territori che paiono lontani non lo sono così tanto e come chi ci ha lasciati viene e ci accarezza il cuore.


Copie disponibili richiedendomele in via 4 novembre 21 a Mezzana (Val di Sole, Trento), su Fb, scrivendomi a larazavatteri@gmail.com, online o ordinandolo in libreria (titolo, autore, editore Youcanprint). 

mercoledì 8 giugno 2022

QUALCOSA A CUI NON FACCIAMO CASO NEL MIO LIBRO IN PREPARAZIONE...

 Ciao a tutti.

Come vi ho anticipato sto preparando un nuovo libro, anzi un "librino" piccino. Sarà da leggere, da vedere e se si vuole anche da personalizzare ma...di cosa parlerà? 

Senza anticiparvi più di tanto posso dirvi che l'argomento riguarda la natura, qualcosa che, presi dalle nostre vite frenetiche, quasi non ci appartiene più. Non ci facciamo più caso, o molto poco, come a tante altre cose  che ci "sfuggono" quotidianamente. Sarà un po' un modo per ritrovare questo aspetto dell'ambiente e ricominciare a farci caso nuovamente...almeno spero! 


A presto con altre anticipazioni!

Grazie a tutti e come sempre per gli altri libri potete richiederli a me a larazavatteri@gmail.com su Facebook o mi trovate a Mezzana (Val di Sole, Trentino) via 4 novembre 21. 

lunedì 30 maggio 2022

ESTRATTO, IL BRIGANTE FALASCO E I CUORI DI OLINDA DAL LIBRO A PIEDI NUDI NEI TINI





 Uno dei racconti del libro dedicati al Brigante Falasco della Valpantena e alla leggenda di Olinda di castel Caldes in val di Sole. Trovate il libro "A piedi nudi nei tini e altri racconti della Valpantena e della Val di Sole" con questo e altri racconti, online o richiedendomelo (larazavatteri@gmail.com o su Fb)


Il brigante Falasco e i cuori di Olinda



Le leggende portano sempre con sé un fondo di verità, alcune sono più vere di altre. In particolare per la Valpantena, zona di Grezzana, è famosa la storia o leggenda del “Brigante Falasco”.


C'è da dire che i “Briganti Falasco” furono in realtà due, uno fu Francesco Falasco, possidente terriero della Valpantena che nel Seicento, dopo aver perso tutto, decise di mettersi al servizio di una famiglia e di diventare uno dei loro “bravi” che in seguito si rifugiò nelle grotte del castello. Sì, proprio un “bravo” come quelli che nei Promessi Sposi intimoriscono un già intimorito don Abbondio perché non sposi Renzo e Lucia. Questo Falasco lo era di cognome, mentre il bandito-anche se essere un bravo poteva voler dire essere ancor peggio di un bandito- si chiamava Paolo Bianchi e “Falasco” fu invece un soprannome che gli venne attribuito dall'abate Caliari.


Parleremo di questo secondo Falasco, conosciuto per i suoi misfatti in Valpantena e nel castello della famiglia Turrisendi, tra Grezzana e Stallavena, lo stesso che diede rifugio al primo Falasco, oggi conosciuto come “Torre del Falasco”. Quando il conte Provolo della famiglia nobiliare Giusti di Santa Maria in Stelle gli chiese di farlo incontrare a Ferrara con la bella di cui era innamorato, cioè Angiolina da Poiano, già tra l'altro promessa sposa del nobile Sagramoso, non ci fu verso di convincere la ragazza che insomma non ne voleva sapere.


Così, che fece Falasco? Lui e i suoi uomini la rapirono, la portarono forzatamente a Ferrara. Lì il rapimento fu scoperto e mentre la banda di Falasco riuscì a darsi alla fuga, lui venne impiccato sotto le mura di Verona, mentre cercava di fuggire. Stranamente-visto che i potenti solitamente riuscivano a cavarsela-fu arrestato anche il conte Provolo e la Serenissima decise di distruggere il suo Palazzo Giusti a Santa Maria in Stelle.


Le storie di brigantaggio-qui c'è di mezzo anche un rapimento-comunque le storie legate ai briganti abbondano in Valpantena, anche se spesso si trattava solo di povera gente costretta, per miseria e fame, a fare quella vita.


Il castello della famiglia Turrisendi fu luogo di rifugio per entrambi i Falasco, per colui che divenne un “bravo” e per quello che organizzò il rapimento di Angiolina. Oggi le grotte e il castello dove il brigante si rifugiava esistono ancora, testimonianza di una storia che è un po' verità, un po' leggenda.


Un'altra leggenda con protagonista una ragazza è quella, famosa, di Olinda e Arunte del castello di Caldes in val di Sole. Qui si trattò, secondo la leggenda, di un innamoramento “fuori luogo” che purtroppo ebbe un esito drammatico.


Anche in questo caso la leggenda si mescola alla storia, perché i personaggi sono esistiti, con altri nomi, protagonisti di una storia analoga a quella della leggenda. Nella realtà lei era figlia di un conte Thun, si chiamava Marianna Elisabetta e viveva nel castello di Caldes. Si era innamorata, ricambiata, di un borghese, ovvero Giovanni Alfonso Bertoldi di Cles. Naturalmente il matrimonio con un non nobile per il padre e la famiglia era fuori questione, ma i due non volevano sentir ragioni.


Senza trovare altra soluzione possibile, i due decisero di fuggire, ma Marianna Elisabetta venne presto ripresa dai fratelli e condotta al castello di Caldes. Qui, non solo fu lontana dall'uomo che amava, ma venne imprigionata per quella sua follia d'amore in una cella minuscola, da dove si poteva vedere solo un pezzetto di cielo.


In queste condizioni la giovane impazzì di dolore e solitudine e morì in breve tempo. Anche il suo innamorato, solo qualche anno più tardi, fece, pare, una triste fine.


La storia venne in seguito tramutata nella “Leggenda di Olinda e Arunte”, la leggenda di castel Caldes, dove Marianna Elisabetta è Olinda mentre Giovanni Alfonso è Arunte, un semplice menestrello che con le note dei suoi strumenti ed il suo canto aggradava le giornate della corte di Rodemondo di castel Caldes, padre di Olinda.


Rodemondo, che intendeva far sposare la figlia con un nobile, non poteva accettare questa storia fra i due, così, una volta scoperti, fece fuggire Arunte e imprigionò Olinda, nella cella che porta oggi il suo nome. Olinda non ricevette visite e morì in breve tempo, si dice non prima di aver dipinto dei cuori, che infatti si possono vedere al castello, nella sua celletta, cuori indissolubilmente legati, anche se lontani. Cuori che esistono e che dovrebbero essere stati realizzati da Marianna Elisabetta, Olinda nella leggenda.


Dopo aver saputo della morte dell'amata, nemmeno Arunte volle più vivere e i due vennero sepolti uno accanto all'altro, per volere degli abitanti del borgo che in tal modo sfidarono Rodemondo, che solo alla fine si avvide, troppo tardi, della sua inutile crudeltà. Si disse che visse, in seguito, da eremita, espiando così i propri peccati, per aver causato tanto dolore ad Olinda e Arunte.


Questa leggenda prende spunto da un fatto accaduto realmente. A differenza delle favole, spesso le leggende non terminano con un “e vissero felici e contenti” anzi spesso si concludono tragicamente, come in questo caso in val di Sole e come quella del brigante Falasco in Valpantena.





giovedì 19 maggio 2022

PERCHE' SI SCRIVE

 



Si scrive per molti motivi, ma il principale è per far emozionare i lettori attraverso i libri. 


Lara Zavatteri


martedì 3 maggio 2022

SOLO PER MAGGIO ACQUISTANDO (DA ME) A PIEDI NUDI NEI TINI E UN ALTRO LIBRO LI PAGATE LA META'!

 

Novità!

SOLO PER IL MESE DI MAGGIO acquistando, da me, il libro A piedi nudi nei tini e altri racconti della Valpantena e della Val di Sole, abbinato a Aroma di caffè e profumo di fieno. Piccola storia di una casa nel Borghetto oppure (sempre con A piedi nudi) L'Intimo non si cambia o El ghe dis el bis al tas, li pagate entrambi la metà!

Per cui comprando A piedi nudi nei tini (12 euro) e:

o Aroma (8 euro)

o L'intimo non si cambia (10 euro)

o El ghe dis el bis al tas (10 euro)

Pagate entrambi i libri la metà! Per chi ama leggere, per fare un regalo, per avere un libro per voi e uno da regalare, approfittatene per questo mese di maggio!

Per avere le copie mi trovate in via 4 novembre 21 a Mezzana (Val di Sole, Trento) o larazavatteri@gmail.com o su Facebook. 


Grazie!

Lara Zavatteri


lunedì 2 maggio 2022

LE DEDICHE DE A PIEDI NUDI NEI TINI


 Oltre che per mio papà, il libro ha diverse altre dediche. Sul racconto di Cavizzana le dediche sono per gli abitanti che emigrarono, per Bruno Rizzi, che emigrò anche lui in Alta Savoia e per la signora Marie, signora francese che visse  a Cavizzana con una persona che era appunto emigrata, che si è poi spenta alla casa di riposo. 

Alla fine del libro le dediche sono per Bruno Ravelli di Mezzana, che ha combattuto molte battaglie di salute ed è scomparso nel 2020, Cesira Martinelli del "Borghetto", Ada e Serafina Ravelli sorelle della famiglia dei "Giumei" a Mezzana, Ettore Bezzi, che se n'è andato dopo un lungo calvario, Anselmo Vecchi, che era cugino di mio papà, Patrizio Albasini, che è scomparso da molti anni. Era amico di mio papà, è morto in un incidente e mio papà non l'ha mai dimenticato, così ho inserito anche lui. I fratelli Domenica e Roberto Redolfi di Mezzana, protagonisti del racconto "Una casa alta e stretta" e Moreno Agostini, ragazzo di Vermiglio, presente nel libro con la sua incredibile storia d'amicizia con la cagnetta Skip. 


Se desiderate il libro, ho copie disponibili, posso spedirvelo ovunque.